Friday, 17 December 2010

INTERVISTA ALLO SCRITTORE SUDAFRICANO MIKE NICOL

Table Mountain da Kloofnek
Sono trascorsi ben quindici anni da quando io e Mike Nicol sedevamo in un salotto affacciato su un magnifico giardino alnumero 1 di Kloofnek road, ai piedi della Table Mountain, a Cape Town, Sudafrica, ospiti di una simpatica amica, sister Magdalene, una suora tedesca. 
In questi anni ho cambiato tante case, città e continenti, mentre Mike Nicol, a parte una breve parentesi berlinese, continua a vivere a Cape Twon. Nonostante i traslochi, i viaggi, i cambiamenti ecco che a distanza di tempo, il nostro dialogo non si è mai interrotto. Credo che l'arte sia un luogo privilegiato che non ha radici in alcuno spazio o luogo preciso. Ci si ritrova semplicemente con una riga o oggi diremmo con un click.
Mi colpì come scrittore il suo bel Good Looking Corpse, un affascinante libro ambientato nel Sudafrica degli anni 50 ai tempi della mitica rivista Drum attorno alla quale si riunivano i maggiori artisti e intellettuali neri dell'epoca.  Mi colpì anche perché non riteneva che a rappresentare il Sudafrica letterario dovessero necessariamente essere scrittori come Nadine Gordimer o J.M. Coetzee, ma che c'erano altri scrittori che non ponevano la questione sudafricana solo come una questione tra bianchi e neri.
Mi colpì poi il fatto che conoscesse bene l'opera di Italo Calvino e che sapesse recitarne delle frasi in Italiano. 
Cosi chiacchierando via etere, grazie alle tecnologie sofisticate del web, ho raccolto qui la nostra conversazione avvenuta nei giorni della sua partecipazione al London Crime Book Festival, che quest'anno  ha visto ospite d'onore proprio il Sudafrica.



VALENTINA - Dovendo sintetizzare in poche parole il Sudafrica di oggi come lo descriveresti?
MIKE - Un paese vivace, fatale, appassionante, frustrante, intrigante, colorato, esasperante... un posto dove vivere.


VALENTINA - Athol Fugard diceva che “è un porivilegio per uno scrittore essere nato in Sudafrica. Cosa pensi che volesse dire con queste parole? E cosa significa per te essere scrittore nel Sudafrica del 2010?
Mike Nicol
MIKE - Credo che volesse dire che il Sudafrica è un paese con un ché di speciale. Ma non è cosi. Il Sudafrica non è miglior eo peggiore di altri paesi nel mondo.Siccome è il luogo dove vivo, ovviamente il pease infleunza la mia narrativa. Essere uno scrittore qui oggi è anche molto stimolante. La pesantezza che gravava ne passato recente, si ha la sensazione che si stia facendo qualcosa di nuovo.

VALENTINA – Com'è cambiata la tua scrittura in quindici anni di democrazia?
MIKE – Non molto. Durante l'apartheid la mia scrittura era critica nei confronti dell'ordine politico predominante. In questa democrazia è critica nei confronti del governo.


VALENTINA – Certa stampa ha messo in evidenza alcuni episodi avvenuti in Sudafrica che sono stati descritti come episodi di razzismo al contrario. Sono reali? Se sì, qual'è l'ideologia e il sentimento che li ispira?
MIKE – Personalmente non ho mai sperimentato forme di razzismo nei confronti del bianco e resto scettico riguardo a questo. I commenti dei leader della Lega Giovanile dell'ANC mi sembrano spesso infantili e inapporpriati, espressi da persone desiderose di pubblicità. Queste persone sono molto pericolose, non le capisco, le loro farneticazioni , come tutte le farneticazioni della destra, sono assurdi.




VALENTINA – Su Youtube sono inciampata in un video intitolato “Soweto Reverse”, dove si ipotizza a titolo di provocazione, un Sudafrica dove il ruolo che era dei bianchi durante l'apartheid è oggi dei neri e viceversa. Pensi che sarebbe mai pensabile un ritratto per il futuro del paese?
MIKE – Direi proprio di no.

VALENTINA – Come vedi il Sudafrica di Jacob Zuma? Di che tipo di leader ha bisogno il Sudafrica per continuare il cammino della democrazia riducendo la criminalità e garantendo diritti a tutti?
MIKE – Zuma è un presidente inefficace. Abbiamo bisogno di un leader capace di prendere decisioni, ma forse la democrazia soffoca una certa tipologia di leadership.

VALENTINA – Quindici anni fa parlavi di “willingness to kill”, esiste ancora?
MIKE – Certo. La violenza ha molteplici aspetti: furti nelle casi, furti d'auto, agguati sulle strade, abusi domestici, un'attitudine generalizzata di denigrazione verso le donne. Come nazione, non abbiamo mai dato valore alla vita umana e nonostante la nostra Carta dei Diritti, ancora non ne diamo.

VALENTINA – In Italia una delle questioni più urgenti è l'immigrazione. Cosa pensi del massiccio flusso di migranti che dall'Africa si riversano in Europa?
MIKE – E' un evento naturale e accadrà in forma sempre maggiore. Persone senza prospettive di vita si spingono inevitabilmente verso mete più attraenti.

VALENTINA – Chi sono gli immigrati oggi in Sudafrica?
MIKE – Molti dall'Africa centrale, Angola e Mozambico. Molti vivono alla giornata come guardia macchine, domestici, prostitute, facendo qualsiasi cosa per guadagnare soldi.

VALENTINA – Mi racconti la realtà degli slum sudafricani? Conosci progetti attivi mirati a riqualificarli al di là degli interventi internazionali?
MIKE – Gli slum faranno sempre parte delle nostre città. Consideriamo una popolazione di circa 45 milioni di persone che è sostenuta da un sistema di tasse (escluse le tasse dell'IVA) che solo 5 milioni possono pagare. Tenuto conto di questo divario tra I soldi generati e I soldi necessari per sostenere l'intera popolazione, sembra inevitabile che gli slum esistono ed esisteranno per molto tempo ancora. Sì, ci sono dei progetti ma sono alquanto inefficaci rispetto alla rapida crescita della popolazione. 
 
VALENTINA – Mike cosa è cambiato in sedici anni di democrazia?
MIKE – Molto è cambiato positivamente anche se questi cambiamenti hanno riguardato principalmente la classe media.Se sei povero è poco probabile che le tue condizioni migliorino, semmai deteriorano. Sul piano dell'istruzione non ci sono abbastanza laureati, l'analfabetismo è ancora alto. Il sistema sanitario è collassato e sta diventanto un sempre più pesante fardello sui contribuenti. Abbiamo le più alte statistiche di HIV. La mancanza di lavoro significa fa si che maggior parte della popolazione sopravvive su scarse opportunità.

VALENTINA – Come si arrivato alla crime fiction? In che modo il tuo paese influenza la tua scrittura?
MIKE – Mi sono ritrovato a scrivere crime fiction perché sentivo il bisogno di scrivere qualcosa di diverso. Volevo infatti scrivere un tipo di libro molto diverso da quelli che avevo scritto in precedenza. Qualcosa dove la trama era importante, dove I lettori potessero essere agganciati da una storia avvincente che potessero leggere ovunque. La crime fiction mi ha offerto questa possibilità. Inoltre mi ha offerto un modo efficace per commentare la società in cui vivo, tuttavia tengo a precisare che la mia scelta di scrivere questo nuovo genere non ha niente a che vedere con l'esplosione di violenza in Sudafrica. La mia attenzione resta comunque sui temi politici e sociali:la corruzione, le riforme del paese, il divario sociale.


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