Thursday, 16 December 2010

ROOTS ROCK REGGAE

Play I some music: (dis a) reggae music!
Play I some music: (dis a) reggae music!
Roots, rock, reggae: dis a reggae music!
Roots, rock, reggae: dis a reggae music!


Hey, Mister Music, sure sounds good to me!
I can't refuse it: what to be got to be.
Feel like dancing, dance 'cause we are free;
Feel like dancing, come dance with me!


Bob Marley cantava cosi nel 1976. Un invito a stare insieme, a condividere la passione per la musica, il ballo, la libertà. La muscia reggae ha una funzione anche sociale in Kenya. Racconta di sogni, di speranze, di giustizia, di uguaglianza, di lotta contro l'oppressione e in queste tematiche  soprattutto i giovani vogliono riconoscersi.




In Kenya il reggae è uno status symbol, un modo di essere, di parlare, di camminare, di vestire... i simboli estetici di questo genere musicale che non o solo tale, sono numerosi e hanno tutti un comune denominatore i colori della Jamaica, giallo nero e verde, ( il giallo del sole della Jamaica, il nero della gente e il verde della veegtazione dell'isola caraibica.),  il volto di Haile Selassie o le foglie di indica, o meglio di marijuana. Inscindibile il rapporto tra musica reggae e la marijuana. "La musica reggae nasce in Jamaica - spiega Peter - era a musica dei poveri, della strada, una musica di denuncia contro le ingiustizie di una società iniqua e la marijuana era la sifaretta dei poveri, con pochi centesimi tutti potevano fumarla. Ancora oggi in Kenya con venti scellini si può fumare ganja restando cosi la sigaretta dei poveri."  Al di là dell'aspetto economico, la marijuana è considerata per i suoi effetti benefici una sorta di chiave d'accesso alla meditazione e da molti ritenuta d'accesso alla meditazione e da molti ritenuta un'erba sacra per quella sua proprietà di favorire il flusso di pensieri e idee.

Gl slogan sono altrettanto efficaci: Zion, More fire, Rastafarai, One love, Jah bles, "Colour for Coulour, skin for skin".
I rappresentanti del reggae che spopolano in Kenya e che compongono la colonna sonora di Nairobi come di Mombasa, di Nakuru come di Kisumu vanno dai classici Bob Marley, Bunny Wailer, Denis Brown, Gregory Isaacs, Jacob Mille fino a Fantan Mojah, Richie Spice, Sizzla, Anthony B, Damian Marley, Morgan Heritage, Sizzla, Tanya Stephens, Capleton, Buju Bantu, Mighty Culture, Cully Buds, Jah Mason, Warrior King, Morgan Heritage.
Dai loro potenti amplificatori, i matatu svettano sulle strade rumorose e trafficate di Nairobi promuovono reggae music non stop. Alcune vetture hanno anche il video quindi durante il tragitto le immagini della Jamaica scorrono sulle note dei successi più recenti ed ecco che le strade di Kingston (Jamaica) diventano quelle di Nairobi senza grandi differenze, con le loro problematiche e la loro drammatica poesia


Damian Marley è l'ultimo figlio di Bob Marley. Nei suoi testi ribadisce il potere della parola. Damian dice che la “penna è più forte del coltello”, ma questo lo disse prima Franz Kafka. Si intende che molti giovani cresciuti per le strade di Kingston Town o di Nairobi o di Johannesburg riescono a recepire il messaggio da Damian Marley piuttosto che da Kafka che presumibilmente è molto lontano dalla loro realtà.

Marley Jr, parla di un mondo di gelosie, di calamità, di abusi di potere, di attori fantocci che inventano realtà ambigue, di poliziotti che abusano del loro potere e fanno giustizia da sé per convenienza e tornaconto.



In this world of calamity /Dirty looks and grudges and jealousy/And police weh abuse dem authority/Media clowns weh nuh know 'bout variety/Boom! /Clean and pure meditation without a doubt/Don't mek dem take you like who dem took out./Jah will be waiting there we a shout / Jah will be waiting there! /In this world of calamity./Dirty looks and grudges and jealousy /And police weh abuse dem authority /Media clowns weh nuh know bout variety /Single parents weh need some charity/Youths weh need some love and prosperity/ Instead of broken dreams and tragedy/By any plan and any means and strategy.

(Damian Marley – The Road to Zion)




Contro la guerra, le parole della canzone di Bob Marley War, sono in realtà le parole di Hailé Selassie Ras Tafari, in esse è racchiusa la sua grandezza e giustezza, mi spiega Peter.

That until there no longer /First class and second class citizens of any nation/Until the colour of a mans skin/Is of no more significance than the colour of his eyes /Me say war. /That until the basic human rights/Are equally guaranteed to all,/Without regard to race -/Dis a war.

(Bob Marley – War)






Richies Spice è un artista che punta l'attenzione sulla vita di strada, stando dalla parte dei ragazzi e dei bambini, ponendo l'accento sui loro diritti:


I hear dey cryin out mama /i hear dem cryin out love /dey need a rightful place dada /dey need to shelter from da storm/children are cryin out for love/cryin out love/children cryin out for love cryin out love/i c some round da streets dada/street side becomes dere daily school/they need some proper education/they need to learn da golden rule/gift for every kids/love for every kids/bread for every kids/dats when da world wud be change/take it from root/teach da youths da truth/teach da youth da roots yeah .


(Richie Spice .- Children Crying out for love)






Ancora Damian Marley, riflette la vita quotidiana di Kingston dove i ragazzi per sopravvivere sono costretti a vivere una vita ai limiti della legalità, ed ecco che e strade di Kingston diventano quelle di Nairobi.

Welcome to Jamdown, poor people a dead at random/Political violence, can't done! Pure ghost and phantom, the youth/Dem get blind by stardom/Now the Kings Of Kings a call/Old man to Pickney, so wave unno hand if you with me/To see the sufferation sicken me/Them suit no fit me, to win election them trick we/Den them don't do nuttin at all...




Insegna l'amore verso il prossimo, la condivisione, la lotta per mantenere la pace, il messaggio ecologista è molto forte, penso a Peter Tosh e alla sua canone “No nuclear war”:
No Nuclear War



We don't want no nuclear war
With nuclear war we won't get far
I said that We don't want no nuclear war
With nuclear war we won't get far
Said no, just another holocaust
It's just another holocaust
And we can't take no more.








La musica reggae pone delle domande, domande importanti sul ruolo che ciascuno può avere per cambiare le cose. Fantan Mojah dice in una sua canzone:  If you had the power to change just one thing what would it be? Well change the system me see my self as a bless of art of and a mission because i come see it one way (why me Jah Jah) .

Non è difficile riconoscere in Marcus Garvey il padre spirituale della Jamaica e il referente di tutti  i rastafara-I: "Voglio muovere il cuore di ogni uomo nero perchè tutti gli uomini neri sparsi nel mondo si rendano conto che il tempo è arrivato, ora, adesso, oggi, per liberare l'Africa e gli africani.”

Valentina Acava Mmaka e Peter Kuria Asamba

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