Friday, 15 March 2013

MGF AZIONE E CONSAPEVOLEZZA


THE CUT – LO STRAPPO nasce da un’esperienza vera, o meglio da diverse esperienze vere condivise. Sono storie di donne che come noi vivono il quotidiano in cerca di una realizzazione personale e sociale ma che diversamente da noi devono affrontare tutto questo passando costantemente, ogni giorno,  attraverso un percorso di sofferenza. Il corpo della donna mutilato è un corpo che contiene dolore, sofferenza, oppressione, è un corpo che non sa riconoscere la propria identità e che solo grazie a certi percorsi riesce a ritrovarsi e ad affermare il proprio diritto ad una identità consapevole.

Contro le MGF (mutilazioni genitali femminili) esistono a livello mondiale diverse legislazioni che hanno messo al bando questa pratica tuttavia, né le legislazioni ONU, UE né quelle nazionali dei singoli stati sono riuscite ad azzerare le statistiche di donne che subiscono le mutilazioni. La pratica delle MGF che continua a segnare vittime di anno in anno. Si stima siano 140 milioni le donne in tutto il mondo.

Per fermare le MGF occorre la conoscenza. Spesso si tende a criminalizzare ciò che non si conosce senza avere cognizione di cosa si sta puntando il dito contro. La conoscenza è il primo gradino verso la rimozione di questa orrenda pratica. Attraverso un percorso di consapevolezza è possibile opporsi alle mutilazioni genitali femminili sentendolo non come un problema di altri ma nostro. Come membri di un’unica famiglia umana, dobbiamo porci nella situazione delle bambine e delle donne che subiscono il dolore; il loro corpo, il corpo delle vittime è il nostro; il loro pianto deve essere il nostro; la loro opposizione deve essere la nostra. Il taglio che subiscono le donne mutilate deve essere il nostro taglio per un principio di rispetto e condivisione, perché i diritti umani vanno rispettati per tutti.

Sono numerosi gli esempi di  diverse comunità nel mondo dove si praticavano le MGF, in cui oggi non vengono più praticate e non perché sia stata messa al bando da una legge nazionale o sovrannazionale, quanto da una presa di coscienza collettiva interna alle comunità stesse. Una presa di coscienza consapevole sull’inutilità e sulle devastanti conseguenze per la salute della donna.  Consapevolezza e conoscenza riescono là dove il giudizio esterno fallisce.

INFORMARSI
Quando internet prendeva piede e “prometteva” di unificare il mondo, certamente non ci si immaginava che l’avrebbe anzi diviso. Eppure esiste un modo positivo di utilizzarlo, ed è quello di informarsi, cercare notizie, testimonianze, iniziative che possano aprirci una visione approfondita sul tema delle MGF.

PARLARNE  E CONDIVIDERE
Condividere ciò che si è appreso, con le persone che conosciamo, con i nostri figli, i nostri compagni, amici , colleghi di lavoro è un ottimo modo per diffondere consapevolezza.

SOSTENERE
Sostenere iniziative di informatizzazione sull’argomento.


MGF NELLE SCUOLE.

Ho avuto la possibilità di incontrare alcune classi di scuola superiore e parlare delle mutilaizoni genitali femminili, mi sono resa conto che se i ragazzi ignoranavano questa tematica, le insegnanti non erano da meno e il loro "silenzio" di fronte a questa realtà non fa che scoraggiare la diffusione di una condivisione collettiva.
E' per questo motivo che vado nelle scuole a parlarne.

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