Friday, 7 February 2014

Seduto alla finestra della vita

Seduto alla finestra della vita *


Seduto alla finestra della vita
mi esercito a sognare
immaginare
vite non mie
la città è sdraiata dinnanzi 
al mio sguardo nomade
cercatore inesausto 
di luoghi arcaici.
Da quassù
dove la collina sfiora l’umile nuvola pellegrina
riesco ad abbracciare tutto ciò che non sono:
ogni immagine diventa un porto cui attraccare
da cui salpare
un arrivo e una partenza
senza meta
senza ordine
né verità 
null’altra che quella offerta da me stesso
sognante
desiderante vite altrui:
l’incanto dei sogni ad occhi aperti
gli sguardi gentili dell’amore appeso con un filo alla tela dei sogni
scampoli di cielo tra i merletti delle nuvole
porte semichiuse nella canicola per un invito a pranzo
balconi vestiti a primavera con le lingue fiammeggianti degli ibischi
il sole rosamaro dileggia tra la notte e il giorno sulle cupole della moschea
voci infantili cadono tra i vicoli 
immagini di carta vestono le facciate dei palazzi nascondendo le jacarande profumate
il mendicante siede sulla cassetta di legno 
suona la sua armonica, fiato alcolico stride tra le pareti delle case avvolte da mura antiche
donne velate dondolano cesti colmi di cannella e zafferano
risa burlesque crepitano al crepuscolo morbido di velluto
corre l’ombra del treno nel mio sguardo 
tra i vetri delle finestre tersi di pioggia il mare, laggiù piange il naufrago inghiottito dal mai più
luoghi aggrovigliati 
latitudini e longitudini si confondono 
scomponendo la geografia
        -voglia di disimparare i confini
e se il germoglio che fiorisce nel tuo giardino
avesse radici nel mio?


*Omaggio a F. Pessoa. 

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