12/06/2019

Io, Donna, Immigrata. Torna la pièce di Valentina Mmaka

Un monologo a tre voci può sembrare un ossimoro. Ma è probabilmente la formula più adatta a definire  Io… Donna… Immigrata (Emi), un testo pubblicato nel 2004 dalla scrittrice di origine sudafricana Valentina Acava Mmaka e composto già pensando al teatro. Un testo che illumina la complessità emotiva di chi affronta l’esperienza della migrazione e cammina nella vita  in bilico tra due mondi, sentendosi sempre “in prestito”.
A raccontare, nello stessa unità di tempo ma ciascuna per sè (ecco il monologo), sono Drasla, Alina e Farida. Hanno paesi e storie diverse alle spalle e, soprattutto, ciascuna di loro rappresenta una dimensione esistenziale differente.
A quasi 15 anni di distanza, la pièce rimane attuale più che mai. Per questo la Compagnia Teatrale I suggeritori di Capriolo (BS) ha deciso di portarla in scena il prossimo 7 dcembre (all’Auditorium BCC, ore 20.30). Una sola serata, a offerta libera, che permetterà di realizzare un video con cui promuovere ulteriormente il progetto presso organizzazioni ed enti locali. «Lo spettacolo nasce con l’intento di confrontarsi con l’alterità, di mettersi in relazione con il diverso, relativizzando il pensiero assolutista», spiega la regista, Nevia Marten. «Una premessa necessaria alla creazione di una società interculturale basata sullo scambio e sul dialogo. Un messaggio importante, in un territorio complesso come il nostro».
Se a Milano, Torino e in altre grandi città infatti  è relativamente facile trovare e scegliere il teatro impegnato, in questo piccolo angolo del bresciano le possibilità sono minori, prosegue Nevia. Eppure è qui che c’è più che mai bisogno di riflettere e interrogarsi su certe dinamiche di chiusura e esclusione. «Da tempo avevo il desiderio di misurarmi su questo testo di Valentina Mmaka, che l’autrice tra l’altro ha messo a disposizione nostra con grande generosità e senza chiedere nulla in cambio. Finalmente il progetto si è concretizzato».

Sul palco le tre donne sono posizionate ciascuna davanti a una macchina per scrivere, in un’atmosfera vintage che vuole attenuare la drammatica serietà dell’intera narrazione. Marten le pone in una cornice di semi-leggerezza, per smussare il pathos delle loro domande. Le tre donne si interrogano infatti sulla loro identità, sul perché e il come mantenerla in un paese straniero, una «terra di lusso dove tutti sono amici fino a quando non sentono l’accento zoppo nella mia voce e allora mi guardano con sospetto». Queste sono parole di Drasla che ha lasciato l’Albania per  fare la parrucchiera e invece è finita sulla strada. Drasla rappresenta il «volere» e lo scarto che può prodursi tra progetto e realtà. Voleva un futuro migliore. Si è trovata in un incubo.
Alina, invece, viene dalle Filippine e fa la badante a una vecchia signora. Sua è la dimensione del «dire». Poche, pochissime parole, sempre le stesse, come in una di cantilena: «Signora grazie, sì signora, signora prego».
Farida, infine, in questo monologo a tre voci, incarna la forza dello «scrivere». È lei che più indaga il suo essere donna, la sua identità… ed è lei che a un certo punto indica la strada: «Scrivo per ricordare da dove vengo. Scrivo per non dimenticare cosa voglio». Parole che avremmo potuto ascoltare dalla stessa Valentina Mmaka, anche lei donna, immigrata e grande attraversatrice di mondi: dal Sudafrica all’Italia, alla Spagna, al Kenya. Negli ultimi anni si è molto spesa nella lotta per contrastare le mutilazioni genitali. The cut – Lo strappo è il suo ultimo testo/spettacolo. E noi ci auguriamo che ci sia presto l’occasione di parlare anche di questo intenso e formidabile progetto.

Pubblicato su Africarivista 
di STEFANIA RAGUSA 

11/25/2019

Tre Atti, Tre Donne, Tre Donne Tre Destini....





Lei non è del Castello, lei non è del paese, lei non è nulla. Eppure anche lei è qualcosa, sventuratamente, è un forestiero, uno che è sempre di troppo e sempre fra i piedi, uno che vi procura un mucchio di grattacapi... Franz Kafka



Leggendo e rileggendo il testo di Valentina sentivo il desiderio di ascoltarlo. E di guardare i suoi personaggi. Dare alle protagoniste di questa pièce  la voce, con le sue sonorità, e la sua presenza materica dei corpi, con i loro gesti e le espressioni dei volti.
Del resto è un testo teatrale e quasi ogni frase dei tre brevi atti nasconde un rimando, evoca un frammento di vita. Ogni frase cela un corpo  e io credo ancora al precetto del Living Theatre dove l'attore non è mai mero strumento espressivo ma il nucleo stesso della comunicazione, non semplicemente un veicolo che trasmette emozioni e pensieri ma il viaggio stesso, lo spazio che unisce l'attore e lo spettatore, in una recita che fonde il corpo e la mente, la voce e la parola, la vita e la sua rappresentazione artistica, fedele all'assunto per cui solo le esperienze assorbite in profondità possono rendere la profondità dell'esperienza.
Tre atti, tre donne
Tre donne, tre destini
Drasla Alina Farida
Tre donne che fanno i conti con i loro vissuti di straniere e lottano per fare sì
 che quel loro "essere straniere" non le renda anche estranee. Aliene a se stesse, e agli altri.
 Jarmila Ockayovà


Fabio Tameni

Nevia Martens

Marcella Pezzarossa



Io donna immigrata 
di Valentina Acava Mmaka
Con Nevia Marten, Fabio Tameni, Marcella Pezzarossa


In collaborazione con il progetto "famiglie per mano "
sostenuto dalle associazioni A.B.F.A e C.F.A di Capriolo, la compagnia teatrale "I Suggeritori" mette in scena "Io Donna Immigrata". L'opera al femminile parla delle storie di tre donne immigrate, Drasla, Alina e Farida, descrivendo la complessità emotiva di chi lascia il proprio paese di origine. Intense le voci delle protagoniste, impegnate a conservare la propria identità e i propri progetti di vita e a confrontarsi con una realtà sociale e culturale che spesso non le contempla. Il testo riflette sulla necessità, per la società contemporanea, di confrontarsi con l’alterità, di mettersi in relazione con il diverso, relativizzando il pensiero assolutistico delle culture occidentali. Una premessa necessaria alla creazione di una società interculturale basata sullo scambio e sul dialogo.


© Fotografie Compagnia Teatrale I Suggeritori

11/18/2019

Io donna immigrata - Compagnia Teatrale I Suggeritori - 7 Dicembre


In collaborazione con il progetto "famiglie per mano "
sostenuto dalle associazioni A.B.F.A e C.F.A di Capriolo, la compagnia teatrale "I Suggeritori" mette in scena "Io Donna Immigrata". L'opera al femminile parla delle storie di tre donne immigrate, Drasla, Alina e Farida, descrivendo la complessità emotiva di chi lascia il proprio paese di origine. Intense le voci delle protagoniste, impegnate a conservare la propria identità e i propri progetti di vita e a confrontarsi con una realtà sociale e culturale che spesso non le contempla. Il testo riflette sulla necessità, per la società contemporanea, di confrontarsi con l’alterità, di mettersi in relazione con il diverso, relativizzando il pensiero assolutistico delle culture occidentali. Una premessa necessaria alla creazione di una società interculturale basata sullo scambio e sul dialogo.

Io donna immigrata (volere dire scrivere)
di Valentina Acava Mmaka
Con Nevia Marten, Fabio Tameni, Marcella Pezzarossa


In collaboration with the project " families by hand " supported by the associations a.b.f.a and c.f.a of Capriolo, the theatrical company " I Suggeritori" puts on stage " I immigrant woman " by Valentina Acava Mmaka. The female work talks about the stories of three immigrant women, Drasla Alina and Farida, describing the emotional complexity of those who leave their country of origin. Intense the voices of the protagonists, committed to preserve their identity and life projects and confront a social and cultural reality that often does not contemplate them. The text reflects on the need, for the contemporary society, to confront the otherness, to get in a relationship with the different, relativize the absolute thought of western cultures. A premise necessary to create an intercultural society based on exchange and dialogue.


Io donna immigrata (volere dire scrivere)
by Valentina Acava Mmaka
with Nevia Marten, Fabio Tameni, Marcella Pezzarossa

1/02/2019

Let's Make Art 2019 New Artistic Workshops for Children/Youth

2019 Starts with a huge number of Artistic Educational Activities for children from 5 to 18.
We ended up 2018 with full sessions of artistic workshops that allowed kids to embark on a journey around the world meeting different cultures and experiencing different ways of making ART using their imagination.
We traveled across the Atlantic Ocean and reached Latin America, we visited two countries (Guatemala and Chile) with the Arpilleras and Muñecas Quita Pena Workshop, we visited Japan with the Kamishibai Workshop, we went to Paris, USA and The Netherlands to learn about the work of famous collage artists, we painted paper and created magnificent collages, we also traveled to Spain to "visit" Pablo Picasso's studio and created cardboard sculptures.


This year we will continue travelling the world with old and new workshops.

Kamishibai - Paper Theater 
Painted Paper and Collage
Arpilleras & Muñecas quita Pena
Weaving with Yarn
Weaving with Paper
Pop Art 
Mexican Folk Crafts
Japanese Folk Artcrafts
Chinese Folk Artcrafts
Frida Khalo
Hamsa Hand Print 
Bookmaking
Hessian Dolls
Puppets
Salt Dough Creations
Mono Print
Cubism Sculpture
Musical Instrument
Kente Cloth Strips 
African Masks
Aboriginal Sound Painting 


and many more...

We also have special Artivism Workshops in which children will create Art to address social content.

Protest Poster 
It's ok to be different
Self Portraits 

Through these special Artivism Workshops we will explore, racism, food emergency, environment, gender, migration, bullying.



12/06/2018

Cercando Lindiwe 2 Edizione

E' uscita la seconda edizione riveduta di Cercando Lindiwe
1 Edizione | Epoché 2007.
2 Edizione | Kabiliana Press  2018
Postfazione di Maria De Lourdes Jesus 
La presente edizione comprende uno studio comparatistico a cura della Prof.ssa Antonella Piazza (UNISA - University of South Africa) dal titolo La questione dell'identità in Se questo è un uomo di Primo Levi e Cercando Lindiwe di Valentina Acava Mmaka.

Lo studio comparatistico della Prof.ssa Piazza è stato ufficialmente presentato al 1 Colloqium di Italianistica presso la University of South Africa nel settembre del 2011.


ESTRATTO DAL TESTO La questione dell'identità...

In questa presentazione si intende offrire una lettura comparativa dei testi Cercando Lindiwe di Valentina Acava Mmaka  e Se questo è un uomo  di Primo Levi, e limitatamente ad essi, indagare la questione dell’ identità che emerge nei due regimi di segregazione in cui tali testi sono ambientati: quello dell’apartheid sudafricano e quello dei campi di lavoro nazisti. Si vuole mostrare come la storia di Lindiwe e quella di Levi, distanti nel tempo e nello spazio, abbiano diversi tratti comuni e simili problematiche esistenziali.

DALLA POSTFAZIONE DI MARIA DE LOURDES JESUS

...quello che non riesco a descrivere sono le emozioni che Valentina ha saputo trasmettermi: spesso un velo di commozione mi ha portato a partecipare al dialogo tra Lindiwe e Ruth, non come spettatrice, ma come donna profondamente coinvolta e partecipe. L’esilio è qualcosa di molto più violento dell’emigrazione. Nel nuovo paese, la nuova identità è tutta a scapito di quella autentica: hai perso gli amici la famiglia la casa, hai perso il nome, hai perso la lingua, hai perso te stessa. Questa tragedia affiora nelle numerose citazioni di scrittori e poeti che hanno ugualmente vissuto l’esperienza dell’esilio. Ma la colta maniera di trattare la vita, in Valentina mai è a scapito di una sofferta e sincera partecipazione al dramma umano. Di questo le sono molto grata, poiché attraverso le sue parole ho avuto l’occasione di scoprire anche parte di me stessa. In Valentina riconosco una sorella vera.


11/28/2018

DECEMBER WORKSHOPS HAPPENING IN KENYA


Christmas Holidays are next door. A whole set of artistic workshops happening in Nairobi next December. For kids 6+
Each workshop is designed to empower children's creativity, self confidence and manual skills. A fun way to learn new cultures,  exploring different ways to create Art.








9/19/2018

Dentro il Racconto


Sta per cominciare il Laboratorio di Scrittura Creativa Dentro il Racconto II, online. 
Si tratta di un percorso della durata di tre mesi, una lezione ogni due settimane che attraverso l'opera di sei grandi maestri del racconto ci permetterà di esplorare le profondità della scrittura e navigare in acque nuove, sconosciute.
Un laboratorio per comprendere in chiave intertestuale aspetti della scrittura quali: il simbolismo e gli archetipi, la memoria, il rapporto tra lo spazio interno e quello esterno, il tempo, la verità.
Il laboratorio è aperto a coloro che già scrivono o che vorrebbero migliorare il loro approccio alla lettura in una chiave diversa.
Per iscrizioni inviare una mail 2018scritturacreativa (AT) gmail (DOT) com. 

8/29/2018

MOMBASA WRITING RETREAT

This week-end long retreat will inspire everyone, irrespective of previous writing or academic ability to write down their lives, for both the recognized mental and physical health benefits and to rediscover their creative imagination. The retreat is unpretentious, energizing and inclusive, set in a unique and beautiful location. In a non-critical an relaxed environment individual creativity blossom. The week- end provides a lasting boost in self esteem and self confidence, a notebook full of ideas for your stories, stories and memoirs and they demonstrate the power of pen on paper to enrich our lives.

Whether you want to take up writing professionally, learn to keep a journal, gain some inspiration for a project or idea, or simply discover a part of you that you weren’t sure was there, this retreat sets the groundwork for continued self exploration through simple, fun and unique exercises. This is a way of finding out who you are and uncovering your own originality, something that can only come from within.

The Retreat will give you the space and the tools to listen to your inner voice, away from the distractions of everyday life.

During the 3 day retreat you will discover the healing and the transformative power of writing within a supportive writing community alternating periods of writing, meditation and free writing.  In this retreat we want to celebrate writing in all its forms and reconnect with our inner Self.
Acknowledging the power of words, exploring their depth allow us to reconnect with our inner self and discover the joy of recording our dreams, feelings, thoughts and memories.

7/17/2018

WRITING RETREATS - RITIRI PER SCRITTORI - ESTATE 2018

This summer I'll be facilitating two different writing retreats in Italy and Kenya.
There will be 3 days or 1 week long retreats for all needs and pockets. The two venues I'm partnering with are simply gorgeous! 

In Italy I'll be co hosting the event with Brazilian poet, writer and actress Rosana Crispim Da Costa who owns the Molino del Gobbo, an amazing house in the midst of the woods on the hills of Montefeltro. 
In Italia coordinerò il ritiro di scrittura nel bellissimo Molino del Gobbo dell'amica  scrittrice brasiliana Rosana Crispim da Costa. Un luogo fiabesco nel mezzo dei boschi sulle colline del Montefeltro, un luogo ricco di storia, cultura e natura. 


In Kenya I'll be co hosting the event with Ugandan/British writer, activist and filmaker Suhalia Abu Cross who owns the Lighthouse Villas, a wonderful location in the heart of Mombasa lying on the Indian Ocean.
In Kenya coordinerò il ritiro di scrittura  nella bellissima Lighthouse Villas della regista e scrittrice Suahlia Abu Cross, a Mombasa, antica città costiera del Kenya adagiata nell'Oceano Indiano.

For writers, it's often hard to concentrate when we are under pressure and busy with our daily obligations. That's why writing holidays seems to be a perfect opportunity to start / finish a writing project or to take a different writing path and for many also learn how to move forward with your own story. 
E' spesso difficile per uno scrittore concentrarsi quando si è sotto pressione e pieni di impegni quotidiani. L'idea di una vacanza-ritiro per scrittori nasce dalla necessità di offire uno spazio rilassante e suggestivo in cui concentrarsi esclusivamente sulla scrittura. Per chi deve portare a termine o cominciare un nuovo progetto letterario o per chi vuole imparare a spingersi oltre nel mondo della scrittura e trovare la voce per la propria storia, questi due ritiri sono ottime opportunità per questa estate.

Writing Retrats are for English and Italian Speaking writers. Check in for dates for both.
I ritiri per scrittori sono rivolti a scrittori che scrivono in lingua Inglese e Italiana. Verifica le diverse date. 

For more writing workshops available online, please check the Horoeka Writing Hub.
Per ulteriori laboratori di scrittura online, potete consultare il sito di Horoeka Writing Hub.

Stay Tuned in November there will be an amazing Retreat taking place in Tanzania in a gorgeous setting. Dates coming soon.

State sintonizzanti su questo sito per una magnifica opporunità di ritiro in Tanzania a Novembre in una luogo da sogno.

5/26/2018

SUMMER 2018 | - CREATIVE WRITING - ESTATE 2018 | SCRITTURA CREATIVA

Summer is close, even if  I'll be travelling to coordinate two writing retreats, I will continue teaching online creative writing for Italian and English Speakers.
Feel free to inbox if you want to receive the complete brochure with all details.
I'm often asked if it's possible to learn how to write. I think that the most important thing is to learn how to read. From what we read and how we read  depends our writing.
It is true, every one has a story to tell, everyone actually is a story, we are stories but if we think that our stories are of universal value, we need to know how to tell them and own the writing subject, experiment and explore its possibilities.


L'estate è alle porte,  sarò in viaggio ad organizzare due rititi per scrittori. Tuttavia continuerò a tenere corsi di scrittura online per scrittori esordienti e con esperienza che scrivono in lingua italiana e in lingua inglese. 
Mi viene spesso chiesto se sia possibile imparare a scrivere. Direi che è innanzi tutto fondamentale imparare a leggere. Da come e cosa si legge dipende la qualità della nostra scrittura.
E' vero, noi siamo delle storie, abbiamo tutti tante storie da raccontare, ma questo non basta. Perché essere possano arrivare a contagiare gli altri, a diffondersi, a trovare una strada propria, occorre impadronirsi della materia scritta, sperimentare e conoscere le infinite possibilità della scrittura.



4/25/2018

Storytelling & Bookmaking Workshop

We all have a story to tell.  This workshop is an intensive journey where our children are encouraged to tell their stories. Stories that are inclusive in which they feel represented. Through a guided path, they will write their story, create the illustrations for it, bind the book and learn different ways of publishing and sharing their work.

3/29/2018

12/02/2017

Of things that hurt | Poetry from Kenya

La Macchina Sognante, the literary magazine directed by poet Pina Piccolo, has now an English version: The Dreaming Machine
I'm glad that in the first issue of the magazine Kevin Mwachiro and Seise Bagbo's poems found a home. 
Here a taste of them:


KEVIN MWACHIRO



Your Wind

My radio is silent and the TV faceless
Yet your voice forever tuned-in and your memory glued.
Your stature earthed, but your roots your legacy
Your smile dimmed, but your radiance glows
Your wind – how strong it still blows!


SEISE BAGBO


Of the things that hurt,
Of all the things that i cried for but didn’t get,
Of the fresh wounds that bleed but won’t be nursed,
Of the stories that dried up in our throats,
Of our hearts that hang on fences,
Unloved and unloving,
Of all the men and women who broke our hearts,
We still see you in the reflections of our brokenness,
Of the betrayal and loyalty,
The knives are still stuck at the places you stabbed,
Of us all who survived,
The scars are a show that we are still alive,
That we fought and got here,
Our names stuck with the stars,
Of you who fought by us,
We die by the sword,
Of all the moments,
Of pleasure and pain,
Of kings and paupers,
Of queens and chamber maids,
Of us all.
We lived, we loved

8/28/2017

8/17/2017

7/25/2017

Creative Encounters #3

Creative Encounters #3 just ended and it was a great day. The platform is growing, this time we had about 80 people attending the event.
As Kobo Trust recently hosted the exhibition Arts to End Slavery, organized by Haart Kenya, we wanted to dedicate also this event to the topic of human trafficking.
Though it is outlawed everywhere, human trafficking exists globally.  According to latest global index, 46 millions of people today live as slaves. The report indicates 167 countries where slavery still happens. Modern slavery is a multi-billion-dollar industry with estimates of up to $ 150 billion generated annually, I guess this statistic is not updated but it gives a sense of the impact in our societies. 
When words fail us in front of these dreadful statistics, Art is the only tool we have to raise awareness and address social change. Creative Encounters is a platform that gathers together artists from different art fields to inspire one another and offer the possibility to create new forms of artistic partnerships and collaboration.
Through this platform we are also committed in addressing, through art, social issues and social change making impact. We use art to enlighten, educate and discuss subjects that are of great weight and concern in the society such as gender equality, youth empowerment, human trafficking, migration, homophobia, racism, inequality, gender based violence.

The artists who were on stage were:
Mufasa Poet | Ijakaa Imo | Mamboleo | Tarcisse Kana | Valentina Mmaka | Naitiemu Nyanjom | Dikson Kaloki | Florin Mmaka | Ian Msanii | RoyRoyboy | Stacey Ravvero | Peter Ngila | Clara Castells

Mufasa Poet | Dikson Kaloki | I | Peter Ngila

Clara Castells
Ian Msanii
Naitiemu Nyanjom
Stacey Ravvero



7/05/2017

Arts to End Slavery

The 3rd of July marked the inauguration of the exhibition Arts to end Slavery organized by HAART Kenya and hosted by Kobo Trust.
Poster
The Artist exposing their work were:Paul Otieno Abwao, Rehema Baya, Lia Beharne, Samuel Githui, Immaculate Juma, Abdul Kipruto, Leevans Linyerera, Cephas Mutua, Lincoln Mwangi, Peterus Ndunde, Naitiemu Nyanjom, Brian Omolo, Joan Otieno, Nicole Riziki, Lemek Tompoika, Gemini Vaghela.
Spoken word poets Seise Bagbo and Roy Royboy along with guitarist Cusamusique performed during the event.

The 4th it was a closed VIP event where I had the wonderful opportunity to perform an excerpt of my play I...Immigrant... Woman... to want to say to write (staged in Europe and Africa and sill used in multicultural school programs) and met with interesting people all committed in different ways in fighting human trafficking.

The United Nations define Human Trafficking as the recruitment, transportation, transfer, harboring, or receipt of persons by improper means (such as force, abduction, fraud, or coercion) for an improper purpose including forced labor or sexual exploitation.  Part of the human trafficking activities there's: forced migration, early marriage, sexual exploitation, traffic of organs, forced labor, bonded labor, domestic servitude, child soldiers.
Though it is outlawed everywhere, it exists globally.  According to latest global index 46 millions of people today live as slaves. The report indicates 167 countries where slavery still happens. Modern slavery is a multi-billion-dollar industry with estimates of up to $35 billion generated annually, I guess this statistic is not updated but it gives a sense of the impact in our societies. 

HAART Kenya is the only organization in Kenya working to end modern slavery. 
According to HAART:  Kenya has the highest rate of human trafficking in both Central and East Africa. As a source, transit, and destination country, Kenyan urban centers such as Nairobi and Mombasa provide both the supply and demand required to grow the industry. Often victims are trafficked either to or through Kenya from neighboring countries such as South Sudan, Somalia, Uganda, Tanzania, Rwanda and Burundi.
Forced labor is the main form of human trafficking in Kenya, with 41.3% of Kenyan children ages 10-14 years of age being exploited for cheap labor within the country. Once taken, these children are put to work in industries such as agriculture, fishing, cattle herding, street vending and begging. Kenyans are also frequently lured to the Middle East and Europe with the promise of well paid employment. After their arrival, their passports and identification documents are often confiscated and their wages withheld, leaving them at the mercy of their employers.

It was indeed an exceptional event addressing this global and very important issue using art. As someone said: When artists give form to revelation, their art can advance, deepen and potentially transform the consciousness of their community.  Each artist of the exhibition had the responsibility to raise awareness on human trafficking because it is through art that reflection, identification, resilience overcome prejudices, stereotypes, judgement. It is through art that we build bridges and destroy walls for a world without borders, without barriers. In art we find a powerful tool that makes impact in our societies and through which is possible to resist  and fight back injustice in a revolutionary and constructive way.


Sophie Otiende and I


Seise Bagbo and Cusamusique
Sophie and Clara Castells
Seise Bagbo, I and Roy Royboy
Rehearsals time

6/30/2017

6/27/2017

Arusha Poetry Club

Charles Bukowski was right when he said that Poetry is what happens when nothing else can.  I shall add that being with poets things just happen, things that wouldn't otherwise. When I'm with poets, no matter where,  I always get to experience a kind of exclusive feeling of belonging which otherwise I couldn't as I try to be detached from this feeling as much as I can, at least in regard to places. The only place I can really belong to is my writing and Art, in a more extensive way. 
I've spent a wonderful overwhelming week end in Arusha. I couldn't think of a better way to learn and share and I have to thank three special people: Charlotte O'Neal (aka Mama C), Edmond Azaza and Clara Castells who made possible my participation at the Arusha Poetry Club.
Whenever I go to new places I never go with expectations, I prefer to be overwhelmed in negative and in positive by the place itself... the surprise element is essential for creative minds and sensitive souls. Arusha struck me the first hour I set foot on its soil. I felt a good energy and positive thoughts and this even before brother Edmond (thank you for confirming what I felt) informed me about the spiritual nature of Mount Meru, just north of the city of Arusha, which corresponds to the geographic center of the Earth. Amazing how places speaks to our souls, and how they are all connected: Italo Calvino siad that all places communicate instantly with all other places and it cannot be more than true. 
Group Photo
With dada Mama Charlotte O ' Neal 
dada Charleen
with Edmond Azaza
Arusha Poetry Club
Edmond Azaza
Edmond Azaza and Tim Titere

Vicky Azaza